appena incrociammo gli occhi, capimmo che non sarebbe stato facile separarci. tu che avevi sempre questo sguardo fra lo stupito e lo spaventato, io che ti pastrocchiavo il nasone.
quello che maggiormente ci univa era la passione per le due ruote, per i motori. inutile dire che eri innamorato delle mia z1000, non c'era giorno che non ti ci facessi fare un giro, impossibile dirti di no. eravate semplicemente fatti l'uno per l'altra.
sicuramente quando l'ho venduta non l'hai presa bene. per un po' non ci siamo neanche più frequentati, ognuno nel suo mondo.
poi quando ho cominciato a girare in scooter ti sei rifatto vivo e sembravi aver accolto abbastanza bene il cambio. certo l'adrenalina non c'era più, ma in fondo anche stasene tranquilli a bordo di un sh 300 non era male, come si dice, piuttosto che niente.
avevi preso invece molto peggio il fatto che ci montassi il termoscudo. proprio non ti andava giù. mi sembra di sentirti ancora lamentare, ma sto scomodo, non ci sto.
avevi ragione, ho agito in maniera egoistica e per proteggermi dal freddo dell'inverno bolognese non ho pensato che tu saresti stato costretto da una zavorra troppo pesante.
così un giorno non ti sei presentato al nostro appuntamento, mi hai dato buca. e anche il giorno dopo. al terzo giorno però ti ho trovato davanti la porta di casa, pentito e bisognoso di un po' di calore, allora ti ho coccolato un po' e abbiamo ricominciato a scorrazzare insieme, ma forse proprio non sei riuscito ad adattarti.
ora è quasi una settimana che non ti vedo e mi manchi molto. io lo so che te ne sei andato per conto tuo, stanco dei compromessi che ti ho imposto per troppo tempo. so anche che ora sei più felice di prima e starai pensando ma come ho fatto tutti questi anni?
però, nel caso ripassassi di qui, ci tenevo a dirti che ho levato quell'orribile copertona nera e ora staremmo davvero bene in giro insieme.
ti va di tornare, split?
