ho freddo.
e sonno.
stop.
ho freddo.
e sonno.
stop.
GRANDINATE DI PARANOIA UCCIDONO LA VERA VITA
(Piazza Aldrovandi)
ho deciso: divento una groupie di elio. a tempo pieno.
e poi anche il concerto di irene grandi è stato bello.
e anche il nuovo film di pupi avati.
ma soprattutto stare con te.
Io non lo so se a ognuno di noi è data una dose di dolore nella vita, superata la quale non si soffre più. Io non credo, perchè è lampante che ci sono persone che soffrono molto più di altre, persone che non trovano pace un singolo giorno della loro esistenza e persone che al massimo si dispiacciono per la messa in piega venuta male. Così non credo che la mia dose di sofferenza sia finita, anche se ci spero, ma non mi illudo. So che soffrirò ancora, per amore, per rabbia, per impotenza, per indignazione. Soffrirò e mi chiederò la ragione della mia sofferenza, mi chiederò se era possibile evitarla, e qual è il modo di scacciarla lontano. Allora mi difendo, cerco di difendermi dal dolore, apparecchio la vita in modo che ci si possa mangiare con serenità, per quanto può dipendere dal mio controllo. Non sono un panzer, e neanche la donna infallibile, la mia è solo voglia di stare bene, è solo cura della mia salute fisica e mentale. Cerco di volermi bene, è così semplice e importante. Che se sto bene io, so che sta bene anche chi mi circonda, o perlomeno posso aiutare chi mi circonda a stare meglio. Oggi di fronte a una ferita mi ritraggo con enorme energia, con disgusto quasi, perchè so quanto sono capace di stare male e non lo voglio più. Il foglietto illustrativo la chiamerebbe ipersensibilità accertata verso i componenti, che causa reazioni forse esagerate, ma legittime dal mio punto di vista. Quindi ti prego, se mi ferisci, anche involontariamente, prepara unguenti profumati e bende, che la pelle si richiuda senza lasciare le cicatrici del disamore.
Sono più di tre anni che non dormo più in un letto singolo. Più di tre anni che le lenzuola sono matrimoniali, i cuscini due, a tratti tre, il piumone enorme, a tratti due. Più di tre anni in cui in un letto grande ci ho dormito più spesso sola che in compagnia. Eppure sono sempre stata "dalla mia parte". Normale se si è in due, non sopporto il "dormirsi addosso", per carità, tu stattene di là che io me ne sto di qua; curioso se si dorme soli. Potevo lasciare la camicia da notte o il pigiama da un lato e ritrovarli la mattina dopo intatti, potevo addirittura appoggiare un libro o il telecomando della televisione, sarebbero rimasti lì, perchè tanto io dormo "dalla mia parte". Quasi un peccato lavare lenzuola e federe per metà illibate. Ultimamente però non è più così. Mi sono accorta che mi sto espandendo, occupo sempre più spazio nel mio letto Ikea, soprattutto le gambe vanno per conto loro. Mi sono accorta che la testa la tengo ancora più o meno sul mio cuscino, lato centrale però, mentre il resto del corpo si dispone in diagonale a perlustrare luoghi fino a poco fa inesplorati. Addirittura negli ultimi giorni staziono trionfalmente al centro del letto, senza alcun disagio bensì con grande soddisfazione, salvo trovarmi poi la mattina leggermente spaesata. Cosa vorrà dire?