vorrei potermi prendere cura di te. vorrei che non pensassi di andartene domani. vorrei che un giorno potessi vedere i miei figli. perché ne avrò. e magari ti assomiglieranno un po'. vorrei darti quella fiducia che hai perso da troppo tempo. vorrei farti capire che non è lo stesso se non ci sei più. che mancheresti e non solo a me. vorrei fare due passi con te, come quando ero piccola, fino all'edicola, la domenica, per prendere i giornali. o magari un cinema, di quei film che non facciano troppo pensare, ma per due ore di spensieratezza. vorrei discutere con te di politica, che mi piace farlo, siamo così distanti, eppure da giovane la pensavi come me. e sorridi di quella che chiami la mia ingenuità. ma la preferisco al tuo disincanto, seppur ben motivato. vorrei sapere che non hai paura, che hai di nuovo urgenza di scrivere e di insegnare.
scrivo con un nodo in gola, perché so che non succederà, perché ci proverò, ma il tuo carattere difficile, la tua stanchezza e il tempo remano contro. però mi piacciono le sfide e non mi scoraggio. non importa se la spunterò, alla fine, importa che tenti, che tentiamo insieme, di darci una possibilità. di dimostrarci che ci siamo. nonostante tutti i magoni che hanno caratterizzato il nostro rapporto. nonostante quel fiume di parole mai dette, per mancanza di coraggio, di occasione, per troppo orgoglio o timidezza. quelle parole devono uscire. ora o mai più.
ti voglio bene papà.

