giovedì, 25 gennaio 2007,10:12
Pensavo di essere “speciale”. Pensavo che come le vivo io le cose deve essere sempre qualcosa fuori dal comune. Zero sintomi, niente nausee né fastidi di sorta. Ho continuato a fare la mia vita esattamente come prima, in moto andavo piano e poco, spesso a piedi, a Pilates non esageravo con gli sforzi, serena, tranquilla, tanto tranquilla che ogni tanto per scherzo dicevo: secondo me il test è sbagliato. Quel test che il 29 Dicembre diceva che la mia vita sarebbe cambiata, per sempre. Serena, con quel pizzico di incoscienza con cui secondo me si fanno le scelte importanti, mai starci troppo a pensare, meglio buttarsi. Non avevo fatto una gran pubblicità. I miei amici e le mia amiche non sapevano ancora nulla, nemmeno a mio padre ancora l’avevo detto. Aspettavo uscisse dall’ospedale. Invece il futuro papà, felicissimo, l’aveva detto a tutti, amici e parenti lontani e vicini, e io dicevo: non c’è fretta, non c’è fretta. Appunto. Aspettavo la prima ecografia fissata per il 7 Febbraio, così abituata come sono a leggere disegni e progetti, mi sembrava di dover vedere un’immagine prima di poter rendermi conto veramente di quello che stavo vivendo. Poi ieri mattina è cambiato tutto. In taxi al pronto soccorso e finalmente l’ho visto. Ma non era quello che mi aspettavo. Un embrione di 2 mm, senza battito, troppo piccolo secondo i miei calcoli, esattissimi. Ha semplicemente smesso di crescere, un mese fa, non ha superato la quinta settimana. E da ieri mattina ha deciso di far le valigie, spontaneamente.
Proprio la notte precedente suo padre l’aveva sognato, per la prima volta. Probabilmente era venuto a salutare.
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giovedì, 18 gennaio 2007,17:19
In velocità: sono ancora viva, solo che entro il 31 Gennaio dobbiamo finire il computo metrico estimativo delle strutture per il nuovo Centro Congressi che sorgerà all’Eur, opera dell’”archistar” Massimiliano Fuksas, e dire che ogni minuto è impegnato sarebbe poco.

 

Se a questo aggiungo i preparativi per il rogito di domani, l’analisi dei preventivi dei lavori per la casona che le prime imprese contattate mi stanno fornendo, i sopralluoghi con le altre che sto contattando in questi giorni e varie ed eventuali che ancora non voglio svelarvi…beh, ho già finito il tempo che avevo a disposizione!
Scappo via.
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domenica, 07 gennaio 2007,17:18
Rieccomi qui.
Allora, il fine settimana a Cortina purtroppo non è andato esattamente come doveva: venerdì mattina, avevamo iniziato a sciare da circa due ore, neanche il tempo di scaldarsi un po’, quando P-M cade rovinosamente in fondo a una discesa. Chiamiamo il soccorso e via a prendere gli impianti per tornare in paese, ambulanza fino all’ospedale, diagnosi: clavicola destra rotta, fine della vacanza. Chiaramente sono saltati tutti i programmi tra cui la cena al rifugio Averau, da me fortemente voluta, con andata e ritorno in motoslitta, luna quasi piena e mangiata luculliana. In più il tutore messo a mò di zaino che rende difficile anche dormire, i mali ovunque e la rabbia per la sensazione d’impotenza; per non parlare della mia arrabbiatura furibonda col destino, visto che questo doveva essere il mio regalo di compleanno.
Però.
Però una nota positiva c’è stata, e non da poco. Certo l’umore e l’ambientazione della “consegna” avrebbe potuto essere migliore, ma ora al mio anulare sinistro brilla una quantità di luce indescrivibile!
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