TANTI AUGURI A ME!
TANTI AUGURI A ME!
Sono andata a vederlo perchè mi piace Zingaretti, mi piace come attore e lo trovo, posso dirlo?, estremamente attraente. Come sempre sapevo poco o niente della trama, per scelta, e come sempre non ho letto critiche. Il film non è male, ma l'ho trovato inconcludente. L'ultima mezz'ora migliora, ma fino ad allora continuavo a pensare: "sì, e quindi?". Forse sono troppo pratica e poco astratta, ma l'impressione che ho avuto è di una trama che sta insieme a fatica, un po' troppo stereotipati i personaggi, l'approfondimento lascia a desiderare...Troppa carne al fuoco, come si dice.
Ieri ultima puntata di Report, per quest'anno. Ma che delusione Bassolino, io ero rimasta a quella specie di super-eroe sindaco di qualche anno fa, invece. Gli inciuci da 100.000 euro del nostro crescentone sono briciole a confronto.
E che bella impressione che mi ha fatto Padoa-Schioppa da Fazio: così pacato, così chiaro, non sembra neanche italiano, per fortuna.
Ancora Londra. Ancora tanta musica classica. Niente lirica però, "Lo Schiaccianoci" soprattutto. La Johansson continua a sembrarmi sopravvalutata, non so, non mi convince ancora. Il fustacchione fa il suo dovere e nulla più, Woody Allen è buffo come sempre e qualche battuta fa molto ridere, ma nel complesso il film non mi ha conquistata. Medio.
La battuta migliore: rispondendo a una domanda sulla sua religione Woody afferma "Nasco di confessione ebraica, ma poi mi sono convertito al narcisismo!". Geniale.
Lunedì sera Evgeny Kissin, pianista russo tra i più famosi al mondo.
Sul virtuosismo non si discute, raramente può capitare di ammirare un tale prodigio di tecnica, ma a teatro io ho un po' sofferto. Già sapevo delle stranezze che caratterizzano la sua vita: vive da sempre con la madre anziana e la maestra ottantenne o giù di lì, che lo bacchetta anche in pubblico, non lo si vede mai sorridere e quando si inchina per ringraziare sembra un robot; ma sottovalutavo l'importanza dei bis. L'ultima volta al Comunale aveva concesso 17 bis. 17. Praticamente un doppio concerto, lasciando andare a letto il pubblico verso l'una di notte. Lunedì dopo l'ottavo me ne sono andata, non ce la facevo più. Ma non della sua musica, peraltro molto coinvolgente, ma di quella specie di corrida pianista-pubblico, fatta di applausi e di inchini, di urla e sguardi straniti...In pratica Kissin non riesce a smettere di suonare, questa è l'impressione che ho avuto. E soffrivo, soffrivo per lui, perchè ne sentivo la fragilità e la paranoia insieme. Sono contenta di aver assistito, ma diciamo che preferisco altri. Il giovane Lang Lang per esempio.
Dirò la verità: dopo i primi 20 minuti volevo uscire. E forse l'avrei fatto se non fossi stata in compagnia. Intendiamoci, il film è molto bello e giustamente crudo, ma certe scene mi hanno fatto chiudere occhi e orecchie come i bambini, mi hanno tanto colpito da sentire quasi dolore fisico. Ho resistito. E ho fatto bene. Sconsigliato ad animi particolarmente sensibili, ma da vedere.
Ma perchè nel lontano 1997 non sono rimasta a vivere in Spagna? Accidenti quanto mi piace quella nazione e la sua gente e la sua lingua, il suo cibo e la sua temperatura!
A Valencia mi trasferirei domani, ma anche Siviglia, che è sicuramente più bella, mi attrae parecchio. Però non ha il mare e io, se mai dovessi scegliere, sceglierei di avere il mare a poche fermate di tram. Che mangiate, a pochi euro, che passeggiate sotto le palme. Magnifico. E poi la parlata andalusa, che le "s" spariscono e aspirano le "t", così diversa da quella dei cecoslovacchi, come venivano chiamati quelli della Comunidad Valenciana per il loro intercalare "che" o dai polacchi catalani. Nella prossima vita nasco in Spagna e magari mi chiamo Mayte.