Finalmente ho un colorito quanto meno “sano”.
Venerdì arriviamo a Monterosso alle 14, dopo aver lasciato l’auto a La Spezia e preso il treno per Sestri Levante. Piove, poco, ma piove. Un pranzo veloce a casa dei nostri ospiti, poi decidiamo di fare due passi a Vernazza, che mi dicono essere delle cinque terre uno dei paesini più pittoreschi. In effetti è molto bello, nonostante la pioggerellina stupida che continua. Nel tardo pomeriggio c’è il tempo di un tuffo in mare e di una mezz’ora ad asciugarsi, finalmente, al sole.
Cena rigorosamente di pesce a Monterosso vecchia e a nanna presto.
Sabato è il grande giorno: voglio assolutamente percorrere tutto il sentiero azzurro, o 2, da Riomaggiore a Monterosso, totale 11 chilometri di salite e discese lungo la costa con incantevole vista mare, tempo stimato 5 ore.
Alle 11.30 partiamo da Riomaggiore.
Il primo tratto è chiamato Via dell’Amore, dura 30 minuti e arriva fino a Manarola, una bella passeggiata facile facile, abbastanza affollata. Manarola è forse il paesino che mi colpisce meno.
Secondo tratto: un’ora fino a Corniglia, anche questa camminata non è difficile, tranne la scalinata finale fino su al paese, che infatti non è propriamente sul mare. E’ già ora di pranzo: farinata e focaccia con le cipolle, da urlo!
Il terzo tratto dura un’ora e mezza circa, arriva a Vernazza ed è sicuramente più impegnativo, le parti in piano sono praticamente finite, o si scende o si sale, sempre, ma il paesaggio si fa più suggestivo e “selvaggio”. A Vernazza pausa granita prima di affrontare l’ultimo tratto: un'altra ora e mezza per arrivare a Monterosso.
Subito mi spavento un po’ perché la salita è piuttosto ripida e impervia, in effetti questa è indicata come la parte più impegnativa del sentiero; ma basta fare un po’ di soste ogni tanto, magari per scattare foto di bellissimi panorami, e si riprende fiato. Il sentiero attraversa coltivazioni a terrazza, vigne o semplice macchia mediterranea, a volte stringendosi fino a una larghezza di pochi centimetri, ne vale veramente la pena. Arriviamo a Monterosso alle 17, appena in tempo per un altro tuffo ristoratore e per sdraiarsi al sole soddisfatti!
A cena non posso farmi mancare, dopo l’antipasto di polpo, un bel piatto di trofie al pesto, così diverso da quello cui sono abituata! Ne approfitto anche per comprare una bottiglia di Sciachetrà che mi era stata commissionata, poi dritti a letto che siamo esausti. Domenica tradizionale fra lettino, ombrellone e bagni in mare. Alle 18.20 riprendiamo il trenino per La Spezia e alle 21.30 sono già nella mia casina.
Che magnifico fine settimana!