Leggi i giornali, ascolti la radio, parli con la gente: tutti sembrano convinti che il 9 Aprile vincerà il centro sinistra. Magari. Io non sono così ottimista. Voglio dire: già a pochi mesi dalle ultime elezioni sembrava che nessuno avesse votato Berlusconi, ora io non mi fido di quelli che dicono “ma dai, non lo vedi che sono tutti stufi?”. No, non lo vedo. O meglio, lo vedo in alcune delle persone che mi circondano, ma quelle non hanno votato a destra. Nelle altre non lo vedo proprio: i miei due colleghi di studio, una delle mie più care amiche, hanno votato e rivoteranno il centro destra. Ho paura di dovermi sorbire altri cinque anni di Berlusconi e il solo pensiero mi fa venire il voltastomaco. Ieri da Fazio, una delle poche trasmissioni che non mi perdo mai, ho voluto ascoltare Fini; ero interessata alla sua intervista perché lo considero un uomo intelligente con le idee sbagliate. Peccato che ieri, a parte la storia strombazzata dello spinello, non mi abbia fatto l’impressione neanche di uomo intelligente. Nel caso vinca il centro destra non dovrò mica confidare in Casini, eh?
Quando vai a vedere un film solo perchè con la regia di Woody Allen e invece con quello che conosci non c'entra niente. D'altronde io non leggo mai le critiche prima di andare al cinema...e neanche dopo! Dunque: la cosa più bella è la colonna sonora, arie d'opera e niente più. Poi lo spunto di "Delitto e castigo". Ma il resto. Non mi ha convinto. Londra è meravigliosa e non mi stancherei mai di vederla, ma i dialoghi affettatti dell'upper class mi annoiano, la Johansson continua ad essere, a mio avviso, sopravvalutata (forse sono l'unica al mondo a cui "Lost in translation" non è piaciuto, e non mi è piaciuto neanche "Broken flowers"), lui in compenso è bellissimo e credibile. Non so, mi ha lasciato un po' perplessa. Ma mi sa che sono io sbagliata, le storie di tradimenti mi fanno stare male. Punto.
Ecco dove ascoltare lo struggente leit motiv del film (canta Enrico Caruso) http://www.epdlp.com/opera.php?id=23

Vorrei uno spiraglio.
Serate che amo.
Ieri sera con due delle quattro amiche di sempre. Pizza e risate sul divano. A raccontarci anche se ci sappiamo a memoria. Dopo 18 anni non siamo ancora stufe, di parlare di noi, di confrontarci. Ho delle amiche speciali, lo so. I fidanzati di turno si sorprendono sempre perchè sono abituati ad uscire con i loro amici e portarsi dietro la ragazza, invece con noi non funziona, siamo noi che ci vediamo e loro, semmai, a seguito. Poi magari le mamme ci rimproverano dicendo: insomma di voi cinque non ce n'è nessuna normale, nessuna sposata, nessuna con figli...Cosa aspettate? Bella domanda. L'anno scorso sono successi due patatrac, una di noi, a Siviglia da anni, ha deciso di mollare casa e fidanzato e tornare qui, un'altra ha lasciato il fidanzato storico per mettersi con uno nuovo e andare subito a convivere, dopo che l'ex gliel'aveva chiesto in tutti i modi. Quest'anno si profilano all'orizzonte altri danni, ancora da capire se evitabili o meno. Cos'è: a 32 anni (siamo tutte coetanee visto che eravamo al liceo assieme) scatta qualcosa di particolare?
All'improvviso guardi l'orologio e sono le due di notte, forse è il caso di andare a nanna.
Stamattina, in moto con la neve, mi sono sentita un po' un highlander.

Ieri sera al Teatro Duse "Nomade" del Cirque Eloize. Divertentissimo, poetico e impressionante. Compagnia canadese con regia di Daniele Finzi Pasca, l'autore e regista della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Torino. Da brividi per la difficoltà delle acrobazie, ma anche buffo in tante trovate, complice un Pablo guastafeste, e raffinato per alcune interpretazioni tutte al femminile degli attrezzi. Che bella serata.
E oggi. Oggi nevica.
COSTRUIRE
Niccolò Fabi
Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera alla primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione
ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
ULTIME VISIONI (in ordine sparso)

Crash: molto bello. Una tensione continua difficile da sopportare, il bene e il male che si mescolano. Attori incredibili. Da non perdere.
La seconda notte di nozze: non sono una di quei bolognesi nostalgici che se Pupi Avati inquadra per caso l'ennesimo portico del centro si agitano tutti e ripetono "ma quello è proprio sotto casa mia!", però gli riconosco una certa poesia. Giudizio medio, Albanese è molto convincente, ma la Ricciarelli espressiva come una saracinesca chiusa! Marcorè bravo, con una parte così odiosa...

Lady Henderson presenta: divertente, commuovente, ben fatto, e poi Londra, e poi la Normandia, insomma per me un tuffo nella memoria recente. Judi Dench spassosissima, Bob Hoskin geniale!
Memorie di una geisha: non me ne frega niente se le geishe erano giapponesi e queste attrici cinesi, se viene travisata la tradizione e chissà cos'altro, a me è piaciuto e basta. Magnifici i costumi, strepitosa la fotografia, brave le bellissime protagoniste. E poi la storia, un amore infinito che non si compie. Ma nel film c'è il lieto fine. Lo vorrei anch'io.
L'oroscopo di Rob Brezsny (L'Internazionale)
Sagittario (22 novembre - 21 dicembre)
"Questa non dovrebbe essere una settimana di quelle simili a una corsa a tutto gas in autostrada, Sagittario. Da quello che vedo, somiglierà piuttosto a un lento viaggio di esplorazione lungo una serie di contorti sentieri. Per poter trovare quello che hai bisogno di imparare, dovrai scegliere la strada panoramica meno battuta. Non aver fretta, ti prego. Considera le buche e il fango tuoi alleati. È ora che ti fermi ad annusare il letame, che sarebbe meglio chiamare fertilizzante."
Ah, ecco. Mi pareva.
Uno dei miei primi ricordi dell’infanzia è la musica che si diffonde nelle stanze della grande casa dove ho abitato fino ai cinque anni. Credo fosse stato installato uno di quegli impianti di diffusione sonora “multipla” per così dire. I miei genitori non ascoltavano musica contemporanea, ma solo classica, sinfonica per lo più.
A 10 anni ho iniziato lo studio del pianoforte, continuato fino ai 19, quando, trasferitami a Venezia per l’università, sarebbe stato impossibile continuare ad esercitarmi.
A Venezia ero dapprima abbonata alla stagione di prosa del teatro Goldoni, poi, dopo il terribile rogo della Fenice, feci l’abbonamento anche a quella sinfonica. Il Palafenice non era altro che un tendone in mezzo al niente, freddo e rumoroso, ma mi ha regalato la prima e ultima occasione di ascoltare l’orchestra diretta dal maestro Sinopoli, che sarebbe morto assai precocemente l’anno dopo.
Tornata a Bologna decido di abbonarmi alla stagione lirica, anche grazie alla politica dei prezzi agevolati per gli under 30.
Sono quattro anni che non mi perdo una rappresentazione. La serata dell’opera è intoccabile e non me la perderei per nessun motivo. Quasi un rituale. Sera 3. Verso le 19 inizia il conto alla rovescia. Prima una doccia che lavi via la stanchezza della giornata. Poi mi vesto a metà e mangio qualcosa per non sentire lo stomaco brontolare. Dopo finisco di vestirmi e prepararmi. Esco alle
Accanto a me fino all’anno scorso c’erano due posti quasi sempre vuoti, marito e moglie di una certa età, lei spesso malata, l’avrò vista tre volte in tre anni, lui melomane incallito, da solo viene raramente, l’avrò visto sei volte in tre anni. Quest’anno non ho ancora capito, uno dei due posti è stato preso da una signora, l’altro, quello proprio accanto al mio, è rimasto vuoto. Per me, chiaramente, è il massimo del lusso: nessuno a sinistra (c’è il corridoio centrale), nessuno a destra, posso immergermi completamente nella musica e nelle voci senza la minima distrazione.
Sabato l’Andrea Chenier, non una delle mie preferite, ma va bene così. Non vedo l’ora.
EPUF ovvero Ente Promozione Uso Frecce
Questa è una nuova associazione che vorrei creare. Si, perchè tra tante cose che mi fanno letteralmente imbestialire quando sono sulle mie due ruote è il diffusissimo mancato uso delle frecce. Alla prima, alla seconda volta che mi capita di venire quasi schiacciata contro un cassonetto del rusco urlo un "e le frecceeee???agli indianiiiii????" ma alla quarta o quinta mi arrabbio proprio. Le vogliamo mettere 'ste frecce? Che poi i centauri come me, mica una scooterista intendiamoci, rischiano grosso, perdinci!
E magari lasciate passare quei poveri pedoni sulle strisce, io mi fermo SEMPRE e vengo spesso ringraziata con incredulità, a cui rispondo "ma ci mancherebbe!"
Evviva il senso civico...e il Codice della strada!
Concretezza.
Non è la pubblicità della cucina più amata dagli italiani.
E’ ciò che voglio, quello che sto cercando.
Ieri pomeriggio, giorno “normale” dopo un’intera settimana di colite spastica, appuntamento in banca, a parlare di mutui. E’ stato solo il primo di una lunga serie, un’infarinatura di interessi, euribor, spread, tasso fisso o variabile e chi più ne ha più ne metta…
Non è niente di che, in fondo, ma mi ha fatto un po’ impressione, l’impressione di “diventare grandi”, di sentirsi adulti. L’impressione che nei prossimi mesi, nei prossimi anni compierò scelte decisive. In fondo tutto è ancora aperto, ancora possibile. Adesso. Ma potrebbe non esserlo più. Prossimamente.
PROGETTI PER IL NUOVO ANNO
I cosiddetti buoni propositi mi sanno di difficili e poco allegri, e poi non li ho mai espressi, se non da bambina, ed era sempre lo stesso: non dire le parolacce!
I progetti suonano molto meglio: