sto latitando, lo so.
non ho nemmeno scritto che sono stata a sentire Maria Joao Pires, pianista portoghese che suonava Chopin e a vederla mi son detta: ecco io vorrei essere come lei. ma proprio uguale.
o che mi sono dilettata con i concerti di Vivaldi suonati da incantevoli strumenti barocchi e, pezzo forte, Brunello al violoncello.
o che Rossini raccontato da Cevoli e il suo ensemble italiano di fiati mi ha fatto gustare in modo diverso l'Opera italiana.
per non dire della Norma, l'altra sera, con una Dessì malaticcia, ma i fondali di Schifano e scene bellissime nella loro semplicità.
forse è perchè ultimamente non mi fermo mai, nemmeno nei fine settimana, sempre in giro. forse perchè è un periodo di lavoro molto intenso. o forse perchè scrivo di più se non sto bene, invece.
TANTISSIMI AUGURI AL MIO NIPOTINO ROCCO
CHE OGGI COMPIE QUATTRO ANNI!

avrei voglia di un gabbiano sul davanzale.
Questo giorno, negli ultimi anni, era il "nostro" anniversario. Già l'anno scorso non avevi voluto festeggiarlo, e io avrei dovuto capire, invece.
Quest'anno ci trova su strade separate. Per sempre. Nonostante un tetto in comune.
E per me torna ad essere "solo" il compleanno di una delle mie più care amiche.
Ma anche un anno di vita di un blog. Che.

Come rendere felice una giornata. E una donna. Grazie amore mio.
e comunque ci sta che abbiano stravinto, meglio di tanto che di poco. senza alibi, per nessuno. meglio la lega della santanchè. e poi tonino è andato bene, sono contenta. adesso sono cazzi vostri. fateci vedere di cosa siete capaci. di niente. probabilmente. di poco e male. forse. e a me oggi ciò che mi fa più incazzare non è il sorrisone dello psiconano, è il pensiero di vederlo al quirinale. e non importa se nella mia città walter ha la maggioranza assoluta, non me ne faccio niente. però, come dire, noto una certa mestizia sulle facce della gente. non credo sopporterei caroselli arroganti come qualcuno è costretto a subire.
"Non troveremo mai un fine per la nazione nè una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto nè della giustizia nei nostri tribunali, nè dell'equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura nè la nostra arguzia nè il nostro coraggio, nè la nostra saggezza nè la nostra conoscenza, nè la nostra compassione nè la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani."
(Robert Kennedy)
Altro che "si può fare".
Da un post visto sul blog di Freesia che mi sembrava divertente copiare.
In pratica la risposta ad ogni domanda viene digitata nella ricerca immagini di Google e si prende la prima foto della lista, senza barare!


(uno dei tanti!)
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(in pratica un'autocitazione!)


(vedi la 8)


